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Back to school

Facciamo i conti con le spese!

07 settembre 2017

di Michela Calculli

Settembre segna l’inizio di un nuovo anno, soprattutto per genitori e figli. Il cosiddetto “back to school”, il ritorno a scuola, comporta una serie di attività organizzative, incluse quelle relative al bilancio famigliare.

 

Il budget di settembre

Il ritorno a scuola richiede sicuramente un piccolo budget dedicato. Le famiglie con figli sanno che la ripresa delle attività scolastiche comporterà un’uscita extra di denaro rispetto alle normali spese mensili come mutuo/affitto, spesa alimentare, abbigliamento e bollette. Un modo per non trovarsi impreparati (e dunque in difficoltà) alla fine del mese, è quello di “costruire” un budget per il rientro a scuola, erodendo fondi a una serie di entrate, magari coinvolgendo anche i più piccoli. Innanzitutto occorre stimare l’importo che si andrà a spendere a settembre, per esempio sommando alle spese certe le cifre destinate a questa attività negli anni precedenti: insomma, tenere traccia delle spese passate aiuta a premunirsi per il futuro. Una volta definito il fabbisogno, dunque l’importo totale che presumibilmente si andrà a spendere, sarà utile individuare una serie di fonti, ad esempio:

  • un salvadanaio dedicato al rientro a scuola e alimentato poco per volta tutto l’anno anche con il contributo dei bambini, che potrebbero aggiungere ad esempio parte dei regali ricevuti in denaro in occasioni come il Natale o i compleanni;
  • una percentuale della quattordicesima di mamma o papà, se il contratto di lavoro prevede questo beneficio;
  • parte dell’eventuale rimborso IRPEF ricevuto con la dichiarazione dei redditi, che solitamente è una delle entrate extra estive;
  • parte del budget destinato alle vacanze.

 

Gli investimenti

Molto importante, sia per i genitori che per i figli, è la distinzione tra investimenti e spesa corrente. Gli investimenti sono spese che non si ripeteranno di frequente nel tempo: come l’acquisto dello zaino che, salvo incidenti, non dovrebbe ripetersi per almeno tre o cinque anni. Queste uscite in denaro vanno condivise con particolare attenzione con i più piccoli, perché bisogna scegliere insieme il prodotto, condividerne aspetto e funzionalità e fornire ai bambini delle regole di comportamento che ne preservino l’integrità, in modo da allungarne la durata. Occorre spiegare loro che uno zaino, un grembiulino o un astuccio, necessitano di una spesa più o meno notevole, ma anche di tanta cura da parte di tutti.

Spesso i bambini riprendono le regolari attività extrascolastiche, che comportano il pagamento di rette mensili, certificati medici, attrezzature e divise di vario genere.

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Le spese correnti

A differenza degli investimenti, le spese correnti sono destinate a ripetersi periodicamente, anche più volte nel corso dell’anno scolastico. Parlo del materiale di consumo come quaderni, penne, matite, pennarelli e ogni altra cosa che, appunto, si consuma e va reintegrata. Anche in questo caso i bambini giocano un ruolo fondamentale e vanno affiancati. Ora però, più che il deperimento e la scarsa attenzione, il nemico per le tasche di mamma e papà si chiama spreco. Soprattutto i più piccoli devono imparare che questi oggetti non sono giocattoli e, oltre a trattarli bene, non devono utilizzarli a sproposito ma soltanto per le necessità dettate dalle attività scolastiche. Ad esempio, per il disegno libero in casa, si potrebbe predisporre una scatola di pennarelli inutilizzati per la scuola o acquistati a delle svendite al supermercato, marcando la netta differenza tra il materiale dedicato al gioco e il materiale scolastico.

 

Non solo scuola

A settembre non inizia soltanto l’anno scolastico. Spesso i bambini riprendono le regolari attività extrascolastiche, che comportano il pagamento di rette mensili, certificati medici, attrezzature e divise di vario genere. Il budget di settembre deve dunque prendere in considerazione anche questo aspetto, magari cercando di anticipare alcune spese alla fine dell’anno precedente (io ho ottenuto uno sconto sul corso di judo di mio figlio per l’anno 2017/2018 versando parte della retta direttamente a giugno). Un altro metodo per contenere i costi, valido anche per le spese scolastiche, è quello di entrare nel “giro dell’usato”. Perché se vostro figlio vuole studiare pianoforte, ad esempio, comprarne uno usato potrebbe ridurre drasticamente la spesa, ottenerlo in regalo da chi non lo usa più la azzererebbe.

 

Scambio e riuso

Ecco alcune idee a proposito di scambio e riuso:

  • entrare in (o creare!) un giro di genitori che si passano tra di loro oggetti scolastici in buono stato, perché magari i figli sono passati al livello scolastico successivo;
  • utilizzare entrata e uscita da scuola come un momento di confronto con gli altri genitori, per capire chi sarebbe disposto a cedere a titolo gratuito o a pagamento cose come testi scolastici (ricordo che per la primaria i libri sono forniti gratuitamente dallo Stato), grembiuli o altro;
  • cercare i mercatini dell’usato che proliferano soprattutto nelle grandi città e propongono oggetti in ottimo stato a prezzi davvero competitivi;
  • non scordare mai i gruppi Facebook locali dal nome “te lo regalo se lo vieni a prendere”, perché si possono concludere dei veri affari senza spendere un euro o quasi.

Insomma: per eliminare in tutto o in parte l’esborso in denaro, soprattutto per quanto riguarda i beni che costituiscono un investimento, bisogna ingegnarsi, ma non troppo.

Il nemico per le tasche di mamma e papà si chiama spreco.

Michela Calculli