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La classe vincitrice del concorso 2016/2017

L'esperienza di Grande! a Linguaglossa (CT) raccontata dalle insegnanti.

08 dicembre 2017

di Anna Rosaria Malatino e Giusy Ferraro

La 4° B della scuola Pietro Scuderi di Linguaglossa, in provincia di Catania, ha vinto il primo premio del concorso nazionale “Grande! La Valle di Parsimonia”. Abbiamo chiesto alle insegnanti Giusy e Anna di parlarci del progetto che hanno realizzato, delle motivazioni che le hanno portate a sceglierlo e del perché è stato importante per la formazione didattica ed extra-didattica degli alunni e delle alunne.

 

Il progetto Grande! La Valle di Parsimonia

Ogni anno, a settembre, valutiamo le proposte e le iniziative formative che arrivano dal Ministero e dagli enti esterni, perché una prerogativa del nostro modo di “fare scuola” è proprio quella di aprirci verso nuove esperienze educative che provengono sia dal territorio locale che nazionale.

Lo scorso anno abbiamo selezionato il progetto “Grande! La Valle di Parsimonia”, promosso da BPER Banca e da Librì Progetti Educativi, perché vi abbiamo riconosciuto una straordinaria opportunità formativa. Si tratta, infatti, di un progetto multidisciplinare che affronta in modo completo cinque punti che riteniamo siano veramente importanti per l’educazione dei bambini e delle bambine: l’importanza dell’economia, la sostenibilità, il rispetto per l’ambiente, il risparmio e la solidarietà.

 

Il progetto Grande! a Linguaglossa

Il progetto “Grande! La Valle di Parsimonia” contemplava, oltre alla possibilità di ricevere un kit educativo composto da un gioco e da una guida per gli insegnanti, la possibilità di partecipare a un concorso, che metteva in palio una LIM. Il concorso prevedeva che i bambini proponessero un progetto e realizzassero un’applicazione concreta dei concetti economici appresi durante l’anno scolastico grazie agli strumenti messi a disposizione dal Kit educativo.

Convinte che fosse interessante e, in un certo senso, necessario approfondire i temi della solidarietà e della tutela del territorio, abbiamo proposto agli alunni e alle alunne di portare avanti un lavoro legato alla valorizzazione del nostro paese, Linguaglossa. Crediamo molto, infatti, nell’importanza del prendersi cura del luogo in cui si è nati, perché è lì che vengono custodite le ricchezze più grandi: le persone care, i ricordi. Abbiamo spiegato ai bambini che tutelare il territorio significa anche arricchirlo, perché il territorio è una risorsa e rispettarlo uno dei presupposti del proprio benessere economico.

Da queste premesse, la scelta del progetto da realizzare è stata legata a una delle nostre peculiarità: poiché Linguaglossa è il paese dei murales, abbiamo deciso di dipingerne uno, chiedendo all’Associazione che se ne occupa di darci una mano con l’acquisto dei colori e dei materiali necessari. L’Associazione è stata molto disponibile, facendoci anche scegliere la parete sulla quale realizzare il murale. Fra le pareti disponibili, abbiamo preferito quella dell’edificio che ospita il centro anziani di Linguaglossa, perché ci abbiamo visto un qualcosa in più. Quando siamo andati a visitare il Centro, infatti, sono stati proprio gli anziani a darci la spinta vera, lo stimolo iniziale per mettere in moto tutto. E man mano che abbiamo portato i bambini sul posto si è creato un filo rosso tra loro e noi. È un rapporto iniziato con una battuta, con lo scherzo, ed è continuato con lo stare insieme, il conoscersi e il ri-conoscersi come parte di una stessa comunità. Un rapporto ripromesso dalla condivisione del tempo e l’impegno di trascorre assieme un’ora alla settimana.

Crediamo che tutti questi elementi – la collaborazione, la solidarietà, la ricaduta sul territorio, l’impegno a raccogliere i soldi necessari – siano stati quelli che ci hanno permesso di emergere fra tutti i partecipanti e di risultare i vincitori del progetto. E che felicità, e quanta soddisfazione, quando ce lo hanno comunicato!

Crediamo molto nell’importanza del prendersi cura del luogo in cui si è nati, perché è lì che vengono custodite le ricchezze più grandi.

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Cosa abbiamo imparato?

I bambini e le bambine hanno ovviamente appreso tantissimo da questo progetto. Hanno anzitutto consolidato il loro farsi gruppo, hanno imparato a lavorare insieme, a condividere gli sforzi e il tempo per il raggiungimento di un obiettivo comune. Si sono anche resi conto dell’importanza del senso di comunità, del ruolo sociale che possono avere gli anziani così come del loro significato all’interno dell’economia famigliare. Forse, conoscere i vecchietti del centro anziani e ascoltare i loro racconti li ha resi anche più consapevoli e attenti nei confronti dei propri nonni. Hanno potuto riflettere sul senso dei sacrifici che spesso le famiglie fanno per garantire loro possibilità e agio, e si sono resi conto di essere fortunati. Questa loro crescita e consapevolezza è stata anche trasferita nel murale: nascere in questo luogo veramente bello, dove tutto ci parla dell’Etna e della forza della natura è un vera fortuna, una fortuna che molti bambini – che si vedono costretti, assieme alla proprie famiglie, a traversare il mare proprio per arrivare ad avere una vita migliore –. non hanno. Ma la cosa davvero bella è stata che questo progetto ha permesso la partecipazione di tutti, ognuno secondo le proprie capacità e attitudini, e anche con i genitori c’è stata una grande collaborazione: ci hanno dato molto supporto e sono stati molto contenti della nostra scelta di intraprendere questo percorso e del risultato a cui siamo tutti arrivati!

 

L’importanza dell’insegnamento dell’economia nelle scuole

Trattare argomenti di economia nelle scuole elementari potrebbe sembrare molto difficile; diventa più semplice, però, se tutte le attività vengono svolte in modo pratico. In questo senso, il kit e il gioco ci hanno dato una grossa mano, perché con questi strumenti siamo riuscite a trasmettere termini specifici del lessico economico e a ricreare situazioni che ci hanno consentito di approfondire alcune tematiche, facendo sì che i bambini potessero imparare divertendosi. Questo progetto, inoltre, ci ha dato la possibilità di abituare i bambini ad affrontare gli imprevisti che possono presentarsi nella vita di tutti i giorni. Nell’esperienza che è loro propria e che si forma a scuola, i contrattempi assumono la forma di un problema alla lavagna, un problema che viene esposto e risolto immediatamente. Invece, nella vita, spesso le situazioni difficili non si risolvono subito. Si tratta di un concetto forse complesso, ma siamo riusciti a farglielo capire sperimentando in modo concreto alcune “difficoltà”. Li abbiamo messi a contatto con il mercato e il baratto, e abbiamo approfondito il tema del risparmio, inteso non solo dal punto di vista economico, ma in senso più generale: la tutela dell’ambiente, lo sviluppo sostenibile, il rispetto dell’altro.

Un concetto al quale abbiamo tenuto particolarmente è quello che non possiamo consumare all’infinito, ma dobbiamo tutelare il pianeta, lasciare alle generazioni future le risorse necessarie per vivere bene e praticare atteggiamenti positivi nei confronti dell’ambiente e delle persone che ci stanno vicine. Infine, i bambini e le bambine hanno capito l’importanza del denaro: hanno percepito che ci possono essere difficoltà economiche e che non sempre si può avere tutto a disposizione, che in alcuni momenti per acquistare dei beni bisogna aspettare, che i risparmi debbono essere utilizzati in modo appropriato, non solo per cose futili, e che i soldi non possono essere considerati una risorsa infinita.

Insomma, un progetto da consigliare, e sicuramente da ripetere con le altre classi!

La cosa davvero bella è stata che questo progetto ha permesso la partecipazione di tutti, ognuno secondo le proprie capacità e attitudini.

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Anna Rosaria Malatino e Giusy Ferraro