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Riuso e riciclo

Cosa tenere, cosa trasformare, cosa regalare o vendere.

21 settembre 2017

di Michela Calculli

In famiglia l’esempio è l’insegnamento più potente. Il riuso e il riciclo, per avere effetti positivi sul bilancio famigliare e sull’educazione dei più piccoli, vanno praticati regolarmente, devono diventare la routine ogni volta che si decide che un oggetto, così com’è, non serve più.

 

Vuoi davvero buttarlo?

La prima domanda da farsi, e da fare ai propri figli, quando ci si vuole disfare di qualcosa, è proprio questa: vuoi davvero buttarla? Sei sicuro che non ci siano alternative, magari anche economicamente interessanti, al cassonetto dell’immondizia o alla raccolta differenziata? Sono tantissime le possibilità di dare una seconda vita agli oggetti: alcune molto creative, altre economicamente vantaggiose, altre ancora semplicemente a basso impatto ambientale e con un inatteso e bellissimo risvolto umano.

 

Trasformare tutto e creare oggetti di design

Non siamo tutti creativi: chi scrive non lo è di certo, non essendo capace nemmeno di assemblare un lavoretto da bambini. Ma abbiamo la possibilità di accedere a mille risorse e tutorial che ci aiutano realizzare la trasformazione di un vecchio oggetto. Non solo. Magari mamma e papà non sono “tipi da lavori mauali”, mentre i loro figli sì, quindi bisognerebbe assecondarli e guidarli. Un esempio interessante? La nuova vita dei mattoncini Lego. Non mi credete? Correte su Pinterest, il social network basato su foto e video molto amato dai creativi, e digitate “riciclo creativo Lego”. Con i vostri figli potreste creare:

  • un pannello portachiavi da mettere all’ingresso di casa;
  • dei bijoux;
  • la base per giochi alternativi, come le letterine per comporre le parole applicate a ciascun mattoncino;
  • dei porta-cavi del telefono utilizzando le manine dei piccoli personaggi;
  • addirittura dei mobili!

Insomma, basta guardare l’oggetto inutilizzato da un altro punto di vista, e il gioco è fatto. Poi, se si è proprio negati per il fai da te, e io lo capisco bene, si può chiedere aiuto a chi è in grado di farlo o cercare dei laboratori di riciclo creativo da frequentare con i propri bambini, e quello che credevate un rifiuto può diventare un pezzo di arredamento o un accessorio unico nel suo genere.

Se l’oggetto in questione è in buone o addirittura ottime condizioni, rivenderlo è un’opzione vincente.

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Guadagnare vendendo gli oggetti usati (o barattandoli)

Veniamo alla parte economicamente più interessante: rivendere o barattare quel che non ci piace o non utilizziamo più, magari cogliendo l’occasione di spiegarne il senso ai più piccoli. Dai vestiti ai mobili, passando per libri e giocattoli. Se l’oggetto in questione è in buone o addirittura ottime condizioni, rivenderlo è un’opzione vincente. Ma come fare? La scelta è ampia:

  • se gli oggetti sono tanti potreste prenotare uno spazio nei mercatini rionali dell’usato, ormai se ne organizzano di frequenti soprattutto nelle grandi città: come Stramercatino, ad esempio;
  • potete contattare una delle catene di negozi fisici che trattano oggetti usati; solitamente questi esercizi prendono l’oggetto in conto vendita e garantiscono al venditore il 50% del prezzo pagato dall’acquirente, trattenendo l’altro 50% (opzione consigliatissima se volete disfarvi di mobili di grandi dimensioni perché spesso il ritiro è incluso nell’affare);
  • potete lanciare un annuncio generico sui vostri profili social o utilizzare siti e app di annunci: alcuni permettono anche, previo pagamento, di sponsorizzare il proprio annuncio.

E poi c’è il baratto, che sta ritornando in auge grazie al web, con siti e app specializzati che prevedono anche il cosiddetto baratto asincrono: cedi un oggetto e acquisici un credito che potrai utilizzare per prendere qualcos’altro (una sorta di moneta interna alla piattaforma). Che si tratti di vendita e di baratto, i tuoi bambini scopriranno che quello che non utilizzano più può servire a comprare qualcos’altro di più utile e che segua le fasi della loro crescita. Basti pensare alla vendita di un giochino parlante per l’infanzia che serva ad acquistare un libro o un gioco più adatti a un bambino che frequenta la scuola primaria.

 

Donare a chi ne ha davvero bisogno

Il riciclo creativo non fa per voi e la rivendita di oggetti usati nemmeno perché richiede del tempo che non avete? In questo caso l’opzione ideale è quella del dono: regalare ciò che non vi serve più a chi ne ha davvero bisogno. E qui introduco la mia speciale “regola del giocattolo inutilizzato”: se per un intero anno i miei figli non usano un gioco ancora in ottime condizioni, glielo faccio notare e poi spiego loro che magari ci sono dei bambini che ci giocherebbero ancora volentieri, e stabiliamo insieme di donarlo. Anche per donare ci sono diverse opportunità: offline e online. Dai più immediati raccoglitori della Caritas (per l’abbigliamento), alle associazioni di volontariato, ai gruppi Facebook (provate a cercare “te lo regalo se vieni a prenderlo a” + il nome della vostra città). Per i giocattoli e i vestiti dei più piccoli poi, ci sono alcune opzioni da considerare per prime: ospedali infantili o che abbiano un reparto pediatrico, oppure asili nido e scuole per l’infanzia. Ho frequentato tutti questi luoghi sia come volontaria, tramite la Fondazione Abio, che come mamma, e vi assicuro che i giocattoli non sono mai abbastanza, soprattutto negli ospedali che ospitano piccoli lungo-degenti. Se scegliete questa soluzione, potrete raccontare ai vostri figli chi utilizzerà i loro giochi e perché no, magari organizzare un piccolo momento di “passaggio delle consegne”.

Come vedete, l’opzione “buttare via” può diventare una delle tante e spesso non la prima.

Michela Calculli