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Difendersi dagli acquisti in-app nei videogiochi per bambini

Come proteggere figli e portafoglio dagli acquisti indesiderati.

di Redazione

È inutile negare l’evidenza: i bambini navigano online, spesso soli, alla ricerca di videogiochi, ed è molto facile che incappino in contenuti o messaggi non adatti e che anzi sfruttano il loro essere bambini per raggirarli. È il caso degli acquisti in-app proposti nelle applicazioni di gioco per smartphone e tablet. In questo articolo scopriremo:

  • Cosa sono gli acquisti in-app;
  • Le dimensioni del fenomeno degli acquisti in-app;
  • Come difendersi dagli acquisti in-app.

 

Cosa sono gli acquisti in-app

Stiamo parlando di quei giochi, scaricabili dai negozi online di app, in cui compare la dicitura “acquisti in-app”. Sono soprattutto le app di gioco gratuite a prevedere questa opzione: dopo un periodo iniziale in cui è facile proseguire nel gioco, e quindi appassionarsi, viene proposto l’acquisto di vantaggi in grado di consentire un avanzamento o un’agevolazione notevole rispetto agli avversari, nel caso di giochi multiplayer.

Vengono definite app freemium, cioè gratuite da scaricare, ma che consentono di raggiungere certi livelli e obiettivi solo con pagamenti reali: pago per vincere, questa è la formula.

La facilità di cedere all’acquisto è altissima, anche perché inizialmente si tratta di piccole cifre – microtransazioni, in pratica. Inoltre, è davvero semplice confermare l’acquisto o non accorgersi di averlo fatto, dato che l’app di gioco è collegata all’account cliente dello store da cui è stata scaricata, e può così accedere alla forma di pagamento associata.
Il rischio è che, se è passato poco tempo dall’ultimo download, l’app non chieda nuovamente la password e proceda direttamente al pagamento dell’importo richiesto.

Le conseguenze sono, oltre il danno economico, la diffusione di una scorretta percezione del valore dei soldi e il potenziale sviluppo di patologie di dipendenza da internet, come avverte Paolo Giovannelli, psichiatra e psicoterapeuta, fondatore del «Centro per i disturbi da uso di Internet» di Milano.

 

Il fenomeno degli acquisti in-app

Per farsi un’idea della pervasività del fenomeno, può essere utile pensare che il settore dei videogiochi continua a costituire da solo oltre l’80%del giro d’affari complessivo del mercato delle app, cioè circa 40 miliardi di euro all’anno.

Per cercare di monetizzare, molti sviluppatori scelgono di non far pagare nulla al momento del download utilizzando però allettanti acquisti in-app per completare obiettivi di gioco altrimenti irraggiungibili.

La questione degli acquisti in-app all’interno di applicazioni di gioco, come precisano gli specialisti di dipendenza da internet, è che questi giochi sono concepiti per impegnare l’utente in modo continuo, fino a quando la sfida non diventa impossibile. A quel punto si può solo abbandonare, perdendo quello che si è raggiunto, o acquistare gli avanzamenti necessari: “shoppare”, come si dice in gergo.

Va detto però che quello degli acquisti in-app non è un fenomeno nuovo: nel 2014 sia Google che Apple sono state condannate dalla Federal Trade Commission – l’agenzia governativa che si occupa della tutela dei consumatori e della concorrenza negli Stati Uniti – a rimborsare, rispettivamente per 19 e 32 milioni di dollari, le persone i cui figli minorenni avevano compiuto involontariamente acquisti in-app.
Eppure, nonostante questi procedimenti sanzionatori, il fenomeno degli acquisti in-app è difficile da arginare, come dimostra il caso Amazon. A gennaio 2018, il grande store online è stato multato per 70 milioni di dollari e obbligato a ritirare 60 app di giochi per bambini, incriminate di contenere annunci pubblicitari, proposte di acquisto in-app non dichiarate e addirittura contenuti pornografici.

Le conseguenze sono, oltre il danno economico, la diffusione di una scorretta percezione del valore dei soldi e il potenziale sviluppo di patologie di dipendenza da internet.

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Come evitare gli acquisti in-app

Le soluzioni per evitare gli acquisti in-app esistono, e non ci riferiamo a metodi draconiani come il divieto di utilizzare smartphone e tablet, anzi. Le parole chiave in queste situazioni sono proteggere e condividere. Con un mix di buon senso e accorgimenti tecnologici si possono prendere precauzioni per evitare che i bambini facciano acquisti in-app senza permesso o non accorgendosene.

Per prima cosa è bene rivedere le impostazioni del proprio account negli store da cui si scaricano abitualmente app e in particolare accertarsi di:

  • inserire l’opzione di richiedere della password a ogni accesso;
  • disabilitare lo scaricamento di applicazioni che propongano acquisti durante il gioco;
  • impostare la ricezione di notifiche ogni volta che il bambino cerca di acquistare qualcosa.

Inoltre, sia Apple che Google hanno istituito degli appositi servizi pensati per aiutare i genitori nella gestione dei contenuti online: si tratta di In Famiglia, servizio cloud di Apple, e Family Link, che consente il pieno controllo sull’account Google dei propri figli fino ai tredici anni.

Ovviamente, poi, è bene agire anche sul dispositivo utilizzato dal bambino, impostando filtri per i contenuti e per lo scaricamento delle app, bloccando gli acquisti in-app oppure – in casi estremi – disabilitando l’accesso a internet, cosicché non possano navigare ma solo giocare con le applicazioni già installate. I principali sistemi operativi, iOS, Android e Windows, consentono di gestire diverse tipologie di restrizioni accedendo all’area delle impostazioni generali.

Oltre a queste soluzioni tecnologiche, è importante porre le basi per una corretta gestione del gioco online insieme ai propri figli. Ecco alcune idee:

  • trovate un accordo sulla durata e la frequenza dei momenti dedicati al gioco digitale;
  • scegliete insieme quali applicazioni scaricare. Potete seguire le linee guida PEGI, acronimo di Pan European Game Information.È il metodo di classificazione valido su tutto il territorio europeo per valutare i videogiochi attraverso categorie di età e segnalazione del contenuto potenzialmente inadatto;
  • ricercate le app di gioco sugli store utilizzando la categoria “famiglia”, che racchiude contenuti idonei ai bambini suddivisi per fascia d’età e genere di gioco;
  • se non siete sicuri che il videogioco amato da vostro figlio sia adatto alla sua età, cercate su Youtube “How to play…” indicando il titolo del gioco. Troverete tutorial e video che vi mostrano l’esperienza di gioco;
  • giocate insieme a loro. È il modo migliore per verificare la bontà dell’app scaricata e in più vi permetterà di condividere il mondo ludico di vostro figlio;
  • controllate di frequente la cronologia relativa agli acquisti in-app;
  • preferite i giochi che non abbiano acquisti in-app. L’esperienza di gioco sarà sicuramente più completa e gratificante, visto che non ci sono scorciatoie a pagamento per procedere nel gioco;

E se dovessero verificarsi degli acquisti in-app indesiderati? In alcuni casi è possibile fare richiesta di rimborso. Ogni negozio online ha le proprie regole, e non è detto che il vostro acquisto sia rimborsabile. Inoltre, bisogna tener conto delle tempistiche, diverse per ogni store, per accettare la richiesta di rimborso. La cosa migliore è contattare tempestivamente il negozio online e procedere alla segnalazione.

Oltre a decidere insieme le regole del gioco online, è opportuno iniziare con i bambini un dialogo sul valore dei soldi, al fine di renderli più consapevoli e un domani anche più responsabili nelle loro scelte.

Per farlo, utilizzate giochi e contenuti di approfondimento della Valle di Parsimonia, pensata proprio per spiegare l’economia ai più piccoli.

 

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È importante iniziare un dialogo con i bambini sul valore dei soldi, al fine di renderli più consapevoli e un domani più responsabili nelle loro scelte.

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