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Che cos'è la green economy?

L'economia che mette al centro ecologia ed efficienza, per uno sviluppo sostenibile

26 luglio 2018

di Redazione

La parola stessa lo lascia intuire: “economia verde”. La green economy è la via sostenibile per l’economia del futuro, un modello responsabile che considera prioritarie una società più equa, la riduzione dell’impatto ambientale dei sistemi di produzione e uno sfruttamento più consapevole delle risorse del pianeta. Nel concreto, quindi, un’economia ecologica che vuole migliorare l’efficienza di ciò che ci circonda, dai trasporti all’industria, fino ai consumi della vita quotidiana, per diminuire l’inquinamento senza penalizzare lo sviluppo economico.

 

Come nasce l’economia ecologica?

Anche se si tende a identificare la green economy con l’economia del futuro, questo modello economico ha cominciato a far parlare di sé già qualche decennio fa. L’ecologia, infatti, diventa un tema importante nella vita delle persone a partire dagli anni Sessanta del Novecento. Un momento fondamentale nella storia dell’ambientalismo è l’uscita, nel 1962, del libro Primavera silenziosa di Rachel Carson, biologa statunitense che fu tra le prime a denunciare la pericolosità dell’abuso di prodotti chimici nella produzione agricola. La salvaguardia ambientale è stata in seguito al centro della Conferenza ONU di Stoccolma del 1972, dove è stata formulata la Dichiarazione delle Nazioni Unite sull’ambiente umano. Inizio a sua volta di un percorso che ha portato al Summit della Terra del 1992, quando 172 governi si sono riuniti a Rio de Janeiro per parlare di futuro e sviluppo sostenibile. E che si è idealmente sviluppato fino alla conferenza Rio+20 del 2012, che ha fissato l’agenda condivisa dai membri dell’ONU per arrivare a un’ecocompatibilità delle attività umane.

 

Come funziona la green economy?

Certamente il primo settore sul quale si sono concentrati gli sforzi di scienza, economia e governi è stato quello dell’energia. Il fabbisogno energetico del pianeta è in crescita costante ed è fondamentale evitare che a crescere sia anche l’inquinamento. Bisogna dunque investire per realizzare strumenti e macchinari che producano basse emissioni di gas e scorie e soprattutto incentivare l’uso di energie rinnovabili. Secondo la comunità scientifica internazionale, la crescita incontrollata delle attività umane è una delle principali cause dei cambiamenti climatici che hanno colpito popoli e territori in tutto il mondo. L’opinione pubblica è coinvolta ormai da anni in questo dibattito, grazie anche alla produzione di articoli, libri e film che hanno riscosso grande successo per i loro meriti artistici e per la loro importanza nelle campagne di sensibilizzazione. Home. La nostra terra, un documentario disponibile gratuitamente di Yann Arthus-Bertrand, realizzato dal regista Luc Besson, è considerato uno dei contributi più coinvolgenti sul tema.

La crescita incontrollata delle attività umane è una delle principali cause dei cambiamenti climatici che hanno colpito popoli e territori in tutto il mondo.

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Gli investimenti sulle energie alternative sono stati imponenti negli ultimi decenni. Per comprendere la portata del cambiamento in atto, un buon inizio possono essere le parole utilizzate da Eurostat a proposito dei più recenti dati statistici sulle fonti di energia rinnovabili nell’Unione Europea: «l’energia rinnovabile nell’UE è cresciuta notevolmente negli ultimi anni. Più concretamente, la quota di energia da fonti rinnovabili sul consumo finale lordo di energia è quasi raddoppiata negli ultimi anni, passando da circa l’8,5 % nel 2004 al 17,0 % nel 2016.»

Non bisogna però dimenticare un dato molto importante: l’economia verde è più di una scelta responsabile, è una grande opportunità di investimento e di sviluppo economico. Infatti, come sostenuto durante l’evento “L’Italia e le energie rinnovabili” da Francesco Starace, amministratore delegato e direttore generale di Enel, le energie rinnovabili sono già il presente per l’economia globale: «il fotovoltaico ha superato per la prima volta la crescita del carbone diventando la risorsa energetica con lo sviluppo più rapido al mondo.» Thomas Rowlands-Rees, il senior analyst del New Energy Outlook di Bloomberg si è spinto ancora oltre, prevedendo che «nel 2040 due terzi della capacità installata in tutto il mondo proverrà da fotovoltaico ed eolico.»

 

Come investire nell’economia verde?

I settori di investimento nella green economy sono molti e diversificati. Dai nanomateriali alle tecnologie di desalinizzazione, dall’agricoltura urbana e diffusa a una logistica più efficiente dei trasporti, da innovazioni come la stampa in 3D con materiali biocompatibili e a basso impatto ambientale al potenziamento di piattaforme digitali per il commercio. L’ultima frontiera nel settore è l’economia blu, ideata da Gunter Pauli, che ha come obiettivo trasformare le scorie in risorse e quindi superare un modello di produzione a basse emissioni per raggiungere pienamente l’ecocompatibilità. In futuro, quindi avranno sempre più importanza le ecoindustrie, cioè tutte le attività che hanno come obiettivo ridurre i rischi ambientali e l’inquinamento: la conversione di scorie e rifiuti in energia, la razionalizzazione dell’agricoltura per evitare sprechi e un eccessivo sfruttamento del suolo, ma anche sistemi di trasporto privati e pubblici che sfruttino energie rinnovabili.

 

Efficienza ed ecocompatibilità nella vita di ogni giorno

Molti grandi investitori stanno dedicando sempre più attenzione a un settore destinato a rivoluzionare la vita delle persone: la domotica, l’insieme di tecnologie e servizi che informatizza la gestione della casa. Frigoriferi che monitorano la data di scadenza degli alimenti, termostati attivabili a distanza, illuminazioni dinamiche e assistenti vocali sono solo alcune delle innovazioni che nei prossimi decenni potrebbero diventare elementi irrinunciabili delle abitazioni, nello stesso modo in cui gli elettrodomestici hanno rivoluzionato la vita quotidiana nel dopoguerra. Anche l’autoproduzione di energia, per esempio tramite pannelli fotovoltaici posti sul tetto delle case, o di cibo, grazie agli orti verticali, è destinata a essere sempre più protagonista dello sviluppo urbano.

 

Come lavorare nel campo dello sviluppo sostenibile?

Se il futuro è impensabile senza la green economy, allora come fare per lavorare in questo campo? I settori sono molteplici e certamente sfruttano i risultati di ricerche scientifiche all’avanguardia. Ideare nuove strategie per una produzione all’insegna della salvaguardia ambientale e dell’ecocompatibilità richiede una preparazione teorica e pratica che possa permettere di affrontare le sfide del futuro. Dove studiare, quindi, per diventare professionisti della sostenibilità? Le facoltà di ingegneria e architettura sono state tra le prime a concentrarsi sull’impatto ambientale e a sperimentare soluzioni nuove per l’urbanistica, i trasporti e gli ambienti pubblici e privati. Biologia, chimica, fisica e climatologia sono discipline fondamentali in un momento storico in cui la produzione di energia e di cibo necessitano un profondo ripensamento. Infine, il diritto ambientale, la geografia antropica e la ricerca di soluzioni sociali che mirino all’inclusione e alla sostenibilità vivono nuovi e importanti sviluppi, rendendo sempre più centrali la giurisprudenza e le scienze umane: come sempre, il futuro ha un cuore antico.

 

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Ideare nuove strategie per una produzione all'insegna della salvaguardia ambientale e dell'ecocompatibilità richiede una preparazione teorica e pratica che possa permettere di affrontare le sfide del futuro.

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