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Che cos’è l'economia etica?

Valori, rispetto, responsabilità: un modello economico che non rinuncia al valore della persona

04 gennaio 2018

di Redazione

Spesso quando si pensa al mondo della finanza si crede che la regola numero uno sia “il fine giustifica i mezzi”. La crescita senza freni degli ultimi decenni del Novecento ha visto protagoniste imprese e aziende che hanno cercato il profitto a ogni costo, trascurando a volte il bene della collettività e considerando accettabili lo spreco e sistemi di produzione non sostenibili. L’obiettivo è stato il guadagno immediato e il futuro è stato subordinato al presente. Secondo il pensiero di molti economisti l’ultima grande crisi economica iniziata nel 2007 è frutto di decenni dove a prevalere è stato un modello economico che non ha dato la necessaria importanza alla condivisione e alle persone. Ora c’è l’opportunità di ripensare il modo in cui viene prodotta la ricchezza, di imparare dagli errori del passato e costruire un’economia che sia etica, cioè che consideri le sue responsabilità nei confronti della comunità, che preveda la partecipazione della società civile, che abbia rispetto della dignità degli individui e dei territori in cui interviene. L’obiettivo di un’economia etica deve essere la soddisfazione di valori e non solo di bisogni.

 

Un’economia civile dove la crescita contribuisce al benessere della collettività

Tra i teorici dell’economia etica spiccano Adam Arvidsson e Nicolai Peitersen. Nel loro libro The Ethical Economy. Rebuilding Value After the Crisis si pongono una domanda di primaria importanza: come evitare di ricadere negli stessi errori che hanno portato un’economia fiorente a subire una crisi così eccezionale come quella di inizio millennio? Una risposta può essere dare la priorità ai valori, riconsiderare ciò che è davvero importante per le persone e la società. Questa prima proposta, tuttavia, pone domande nuove e fondamentali: perché un’azienda produce? Per guadagnare più denaro? E questo denaro serve solamente a generare una ricchezza sempre maggiore? Che il problema sia proprio una crescita fine a se stessa?

Oggi si considera essenziale che un’impresa abbia una mission, uno scopo, un obiettivo che dà al produrre una ragione d’essere. La partecipazione al lavoro e la condivisione con la collettività dei frutti che può dare sono fondamentali per la dignità degli individui che compongono una società. Una delle voci più autorevoli in merito è Amartya Sen. In uno dei suoi saggi più celebri, Etica ed Economia, il premio Nobel illustra i profondi legami tra filosofia ed economia, mostrando come intendere l’imprenditorialità solo come soddisfazione degli interessi personali sia un grande equivoco. Infatti, nessun modello economico può reggere senza considerare ciò che lo circonda, ignorando il valore della persona e la sostenibilità, prima di tutto ambientale.

 

Rispetto, sostenibilità e green economy

Sostenibilità è la parola chiave anche dell’economia circolare, un modello economico che mira a costruire circoli virtuosi, che riducano al minimo l’impatto ambientale e sociale delle attività produttive. I rifiuti diventano risorse grazie al riciclo, che permette di rigenerare i materiali di scarto ed eliminare lo spreco. Naturale, quindi, vedere come l’economia etica, l’economia circolare e la green economy siano strettamente legate. Quest’ultima considera prioritario un approccio più consapevole alla produzione e al consumo, tenendo in considerazione i costi che comportano per l’ambiente e la collettività. Energie rinnovabili, riciclo e nuove tecnologie maggiormente sostenibili rappresentano oggi gli strumenti per costruire un nuovo futuro di benessere, capace di coinvolgere anche i territori e le parti del mondo che storicamente hanno subito uno sfruttamento, con l’idea che un’equa condivisione di ricchezza e responsabilità possa in ultimo rendere realtà un’economia civile.

L’obiettivo di un’economia etica deve essere la soddisfazione di valori e non solo di bisogni

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Nel nostro Paese sono attive da anni organizzazioni che partecipano attivamente a un ripensamento del modo in cui viviamo e consumiamo. I Gruppi di Acquisto Solidale, o più comunemente GAS, sono frutto della collaborazione tra cittadini che acquistano insieme prodotti da fornitori locali, favorendo la filiera corta e contribuendo così alla crescita del loro territorio, in un rapporto che supera il semplice scambio, coinvolgendo la comunità e valori condivisi.

Una moderna forma di baratto è invece l’idea portante delle Banche del Tempo, dove ognuno può mettere a disposizione le proprie competenze per un determinato periodo e usufruire delle capacità degli altri membri dell’organizzazione per soddisfare le esigenze di tutti i giorni. Una persona può intendersi di idraulica e avere bisogno di ripetizioni di inglese per i propri figli. Sempre all’interno dell’associazione, invece, un laureato in lingue potrebbe proprio avere bisogno di riparare una perdita in casa. Lo scambio diventa condivisione e opportunità di costruire rapporti all’interno della propria comunità.

In finale, economia etica significa ripensare il modo in cui viviamo, produciamo e cresciamo.

 

Responsabilità sociale d’impresa. Le aziende fanno parte della collettività

“Nessun uomo è un’isola” scrisse il poeta inglese John Donne, e lo stesso si può dire di qualsiasi azienda: ogni impresa fa parte di una società e speculare sui membri della propria comunità vuol dire danneggiare anche i propri interessi. Questo semplice ragionamento ha portato all’idea della responsabilità sociale di impresa: le aziende prendono coscienza dell’impatto che le loro attività hanno nei confronti dell’ambiente in cui producono e realizzano sinergie con territorio e società. Costruire reti e collaborazioni è essenziale per superare il modello di produzione che ha già mostrato i suoi limiti negli ultimi decenni. Fornitori, clienti, sindacati, media, non sono mondi chiusi, ognuno in competizione con l’altro. Non si può credere che il vantaggio di uno possa basarsi sul danno altrui. Tutti, infatti, contribuiscono, ognuno a suo modo, a comporre quella comunità che è essenziale per il successo di ciascun suo membro. L’esempio più chiaro di come le aziende possano attivarsi in modo proficuo nel proprio contesto lo vediamo ogni giorno in molte università e centri di studi. Per un’azienda, finanziare formazione e ricerca significa preparare il terreno per le generazioni successive, educare professionisti in grado di fornire risposte ai problemi di oggi e domani e soprattutto poter usufruire delle ricadute positive di questo processo. Più semplicemente, costruire circoli virtuosi è favorevole per tutti gli attori coinvolti. L’economia etica vuole superare una visione miope, che punta a ottenere tutto ciò che può nel minor tempo possibile ignorando le eventuali ricadute sociali. Perché solo rispettando gli altri possiamo rispettare noi stessi.

L’economia etica vuole superare una visione miope, che punta a ottenere tutto ciò che può nel minor tempo possibile ignorando le eventuali ricadute sociali

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