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Viaggio nel mondo della disabilità

I libri, i film e le esperienze per affrontare con i bambini argomenti delicati e universali

22 novembre 2018

di Librì progetti educativi

Ci sono domande difficili, adulti che a volte non trovano le parole. Come parlare di disabilità e di inclusione ai bambini? L’editoria per l’infanzia coglie la richiesta e – a parte alcuni (molti) titoli didascalici, più utili agli adulti che non trovano le parole che ai bambini – propone piccoli gioiellini preziosi, storie di bambini che imparano a conoscersi e si presentano, così come sono.

Tra le novità va segnalato sicuramente Telefonata con il pesce di Topipittori (2017) che ci fa incontrare, in una storia raccontata tra albo e fumetto, un bambino silenzioso e una bambina curiosa. C’è il tempo della scuola, quel quotidiano fatto di piccole cose che muovono i pensieri, gli stati d’animo e i sentimenti dei bambini. Qual è la chiave per aprire porte di mondi altri? Sualzo e Silvia Vecchini, con la grazia e la delicatezza che caratterizzano tutte le loro produzioni, indagano con profondità e semplicità la vita interiore dei bambini, le loro grandi risorse di intelligenza e immaginazione per uscire da situazioni difficili, aiutarsi, aiutare, crescere. Età di lettura: a partire dai 7 anni.

Parla di un’altra amicizia speciale Due Pirati come noi di Guido Quarzo, illustrato da Cinzia Ghigliano e pubblicato da Librì (2018), che racconta la storia di Leo, che si annoia; del suo fedele e unico vero compagno di giochi, un amico immaginario, Barban il pirata; e dell’incontro con Massi che “non è un bambino come gli altri”. Massimiliano in effetti ha la sindrome di Down. Ma ogni bambino, in fondo, è bambino a modo suo. Un’altra storia lieve e sorridente contro i pregiudizi, che prende il largo, e si trasforma in avventura. Anche questo titolo è indicato a partire da 8 anni.

Poi c’è La bambina che andava a pile di Monica Taini, edizioni Uovonero (2018), che introduce al mondo della sordità. Un albo illustrato potente, delicato, e coraggioso, che racconta cosa significa crescere e ricercare la propria identità dal punto di vista di una bambina sorda.Tra difficoltà, muri, incomprensioni e il mondo di chi la vede semplicemente per quella che è, una bambina.

Del 2015, sull’inclusione, l’imperdibile poetico Noi di di Elisa Mazzoli, illustrato da Sonia Maria Luce Possentini e attualmente in ristampa per Bacchilega Junior: Filippo, un bambino ben inserito nel “suo” gruppo, un giorno abbatte il muro che lo divide da un altro bambino che tutti chiamano Occhione, che sta sempre da solo, a scavare buche, in disparte.

Per i più grandi (11-12 anni) l’aiuto ci viene dal Premio Andersen Gabriele Clima che con il suoIl sole tra le dita (San Paolo Ragazzi) ci consegna un vero romanzo di formazione, un viaggio che è scoperta di sé, dell’altro, della parte buia che alberga in ognuno di noi e dei pregiudizi che ci ingabbiano e dai quali possiamo, tutti, liberarci imparando ad ascoltare, avvicinandoci e guardando, senza preconcetti. Una storia di amicizia tra una “mela marcia” e un “diverso” che resta impressa e apre a numerosi percorsi, personali e anche di classe.
Menzione d’onore per R-evolution di Arianna Papini (Premio Andresen come migliore illustratrice 2018) di Carthusia editore (2017) che con il suo stile inconfondibile e il sorriso che la caratterizza ci consegna un pluripremiato silent book dove la differenza diventa unicità e filo che unisce una storia lunga secoli: perché «se risalissimo ai nostri trisnonni» scrive Arianna Papini, «e più su ai loro trisnonni, scopriremmo di avere antenati di tanti Paesi diversi e parenti sparsi un po’ in tutto il mondo. Lo racconta il nostro DNA. Questo libro senza parole è sulla potenza dell’amore, della trasformazione, delle diversità e delle somiglianze che sono all’origine di tutti noi”.

Parla di un’altra amicizia speciale "Due Pirati come noi" di Guido Quarzo, illustrato da Cinzia Ghigliano e pubblicato da Librì

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Il film

Sì. Manca dalla lista (ma lo inseriamo ora) Wonder, che sembra essere diventato – oltre che libro e film record d’incassi – titolo e parola d’ordine per ogni ordine e grado di scuola in tema di disabilità. C’è altro da proporre, non fermiamoci lì. E a proposito di film, se non lo avete ancora visto, il suggerimento è di cercare il “vecchio” (è del 2007) ma bellissimo Stelle sulla terra. Questo sì, per la poesia di cui è saturo, più di Wonder(che in fondo, tanto abbiamo già visto tutti) andrebbe forse suggerito proprio a tutti, adulti e bambini.

 

L’esperienza

Bisogna arrivare a Milano ed essere convinti che «non occorre vedere per guardare lontano» per sperimentare il percorso sensoriale di Dialogo nel buio, offerto anche alle scuole. Si tratta di un viaggio di oltre un’ora nella totale oscurità, che trasforma una semplice passeggiata in un giardino o il sorseggiare una tazza di caffè in un’esperienza straordinaria. Dialogo nel buio è una mostra/percorso allestita da dicembre 2005 presso l’Istituto dei Ciechi di Milano. Si differenzia da un’esposizione tradizionale per l’assenza totale di luce e per il fatto che i visitatori per esplorare gli ambienti devono affidarsi esclusivamente ai sensi del tatto, dell’udito, dell’olfatto, del gusto. Può sembrar banale, ma non lo è affatto. Varcato l’ingresso, la linea di confine fra la luce e il buio, ci si trova alle prese con una condizione mai sperimentata, dove occorre fare appello alle proprie capacità e avere fiducia (in se stessi e negli altri) per destreggiarsi nella nuova situazione.

Bisogna arrivare a Milano ed essere convinti che «non occorre vedere per guardare lontano» per sperimentare il percorso sensoriale di "Dialogo nel buio", offerto anche alle scuole

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