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La finanza sostenibile e gli investimenti responsabili

La promozione di uno sviluppo sostenibile nell’incontro tra finanza e istanze etiche e sociali

10 gennaio 2019

di Redazione

Parlare di finanza non significa parlare solo di ricerca e massimizzazione del profitto: quella della finanza etica e sostenibile è una realtà in crescita negli ultimi anni. Nonostante gli investimenti sostenibili e responsabili nascano secoli e secoli fa, ancora in pochi conoscono questo argomento. Oggi la finanza ha un ruolo fondamentale per promuovere uno sviluppo sostenibile su più livelli, ed è diventata obiettivo primario dell’Agenda 2030, il programma d’azione delle Nazioni Unite sottoscritto da 193 Paesi membri.

Ma di cosa parliamo quando parliamo di investimento sostenibile? Per dare una prima definizione, possiamo dire che l’investimento sostenibile e responsabile mira a creare valore nel medio-lungo periodo per l’investitore ma anche per la collettività nel suo complesso. Lo faintegrando l’analisi finanziaria (rischi, benefici, guadagni) con quella ambientale, sociale e di buon governo. Questi ultimi tre sono i cosiddetti fattori ESG: environmental, social e governance: sono proprio loro a definirese un intervento finanziario è sostenibile o meno.Questi fattori rispecchiano tre diversi focus d’interesse della finanza sostenibile. Il primo è il focus sull’ambiente, che comprende valutazioni quali i cambiamenti climatici, le emissioni di CO₂, l’inquinamento, gli sprechi e la deforestazione. Il focus sociale include le politiche di genere, i diritti umani, gli standard lavorativi e i rapporti con la collettività. Il terzo universo è relativo alle pratiche di governo societarie, come le procedure di controllo e di rispetto delle leggi e della deontologia.

È sempre più diffuso e trasversale il riconoscimento della necessità di coniugare sostenibilità economica e azione sociale, e molti segnali ci fanno capire quanto sia crescente l’attenzione con cui autorità e governi guardano al fenomeno della finanza a impatto sociale come risposta alle sfide contemporanee ed emergenti. E in Italia come va? Nel nostro Paese, il mercato SRI (Investimento Sostenibile e Responsabile – Sustainable and Responsible Investmentsperimenta una crescita moderata ma costante: è dominato dagli investitori istituzionali (fondi pensione e imprese assicuratrici) che ne rappresentano circa il 70%, ma anche il mondo del private equity (ovvero degli investimenti in società non quotate in Borsa)si sta aprendo ai temi dello SRI, integrando nelle sue scelte di investimento i già citati fattori ESG.

SRI e Impact Investing: investimenti a confronto nell’ambito della finanza sostenibile

È giunto il momento di fare delle distinzioni. Nel mondo anglosassone si fa differenza tra l’SRI, l’investimento sostenibile e responsabile, e l’Impact Investing (investimento d’impatto), anche se entrambi gli approcci sono guidati da una visione etica. Il primo si riferisce alla pratica di integrare i fattori sociali e ambientali nelle valutazioni finanziarie, per evitare di investire in compagnie o aziende che influiscono negativamente su ambiente e società. È una strategia che mira a contenere potenziali rischi, ma non crea “nuove occasioni”.

L’impact investing, invece, agisce in modo simile all’investimento socialmente responsabile, ma si spinge oltre, puntando su compagnie o fondila cui missione principale è proprio generare un impatto sociale e ambientale positivo e misurabile. L’ultimo studio Eurosif 2016, l’organizzazione europea che raccoglie dati da membri ed enti partecipanti del mondo SRI, mette in evidenza come questo tipo di investimento abbia avuto un aumento del 385%, specie in aree come la microfinanza, l’housing sociale, il sostegno alle piccole e medie imprese, l’educazione.

È sempre più diffuso e trasversale il riconoscimento della necessità di coniugare sostenibilità economica e azione sociale

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Crescita duratura globale e locale

Come accennato all’inizio, il contesto della finanza sostenibile è in gran parte definito dalle direttive dell’Agenda 2030, che individua i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile, quali i vaccini (“Good health and well being”), l’alfabetizzazione (“Quality Education”) e la tutela dell’ambiente (“Climate Action”). È stato stimato che, nei Paesi a reddito medio-basso e in via di sviluppo, se tutti i bambini potessero accedere a un livello base di istruzione si assisterebbe, nel corso della loro vita, a un aumento del PIL di 13 volte. Un numero veramente stratosferico.

Oltre al quadro globale, diversi sono gli ambiti, a volte molto locali, dove è possibile agire con un intervento di finanza sostenibile. Un esempio viene dal Cambridgeshire, in Inghilterra, dove una serie di organizzazioni filantropiche si sono unite per reinserire circa tremila detenuti del carcere di Peterborough.

Gli attori e le modalità operative. Uno sguardo al funzionamento

Gli attori coinvolti in questi scenari sono moltissimi: università, forum, istituti di ricerca, governi locali, l’Unione Europea nel nostro caso, le agenzie Onu (Ilo, Unep, Unicef, Unhcr), il settore corporate (essenzialmente società di capitali), fino ad arrivare al mondo della finanza, senza dimenticare che tutto parte dalla società civile e dal suo progresso economico e socio-culturale. Resta da capire come individuarequali investimenti sostenibili e responsabili si possono attuare. Esistono 5 macro-strategie per farlo. Ognuna ha specifici obiettivi e metodologie, ma spesso concorrono fra loro, in una sorta di sinergia:

  • Esclusione: si tratta di escludere esplicitamente soggetti privati, ma anche specifici settori o Paesi, che vadano contro determinati principi e valori, ad esempio perseguendo i propri interessi in armamenti, pornografia, tabacco, non rispettando i diritti umani, etc.
  • Convenzioni internazionali: è una selezione degli investimenti basata sul rispetto di norme e standard internazionali, come quelli definiti in sede OCSE, ONU o dalle Agenzie ONU.
  • Best in class: un approccio che seleziona o pesa i soggetti privilegiando i migliori all’interno di una categoria.
  • Investimenti tematici: questo approccio seleziona sulla base su uno o più temi “caldi”, quali i cambiamenti climatici, l’efficienza energetica e la salute.
  • Engagement: è un’attività di lungo periodo, in cui c’è un continuo dialogo con l’impresa su questioni di sostenibilità socio-ambientale.

 

Guardare al futuro, responsabilmente

La sfida della finanza etica e sostenibile è il luogo in cui la finanza stessa si propone come attore sociale responsabile, che crea valore positivo e posti di lavoro ben retribuiti nelle filiere, fabbriche e uffici.

Le basse emissioni e in generale la sostenibilità ambientale non possono bastare quando le sfide che vengono poste dal presente riguardano povertà, disuguaglianza e mancanza di accesso alle opportunità offerte dal mercato.

Governi, società civile, settore corporate e istituti di ricerca devono perseguire un progresso sostanziale che riguardi salari, salute, diritti e istruzione della maggioranza dei lavoratori. Sfide complesse che richiedono l’attenzione combinata di tutti gli attori sociali, riuniti sotto l’insegna di un obiettivo insieme economico ed etico, guardando al futuro con responsabilità.

La sfida della finanza etica e sostenibile è il luogo in cui la finanza stessa si propone come attore sociale responsabile, che crea valore positivo e posti di lavoro ben retribuiti nelle filiere, fabbriche e uffici

Redazione