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Moneta elettronica e criptovaluta spiegate ai bambini

Dal bancomat alle monete digitali, anche per i più piccoli è importante conoscere quali tipi di pagamento ci saranno nel futuro.

31 maggio 2018

di Michela Calculli

L’evoluzione dei sistemi di pagamento ha ormai relegato lo scambio in contanti a una delle numerose tipologie di transazione possibili. Tra queste, i pagamenti elettronici con bancomat e carte di credito la fanno da padroni, ma ci sono anche nuovi metodi che si affacciano sul mercato. Per esempio, si parla sempre più spesso di criptovaluta, una moneta digitale il cui scambio è protetto da sistemi di cifratura. Ma come spiegare le nuove forme di pagamento, come la moneta elettronica e la criptovaluta, ai nostri bambini? Come raccontare loro che ormai gli acquisti si possono fare in tanti modi diversi?

I soldi non nascono dal bancomat

La moneta elettronica rappresenta un nostro credito nei confronti della banca, memorizzato in una tessera che la banca ci rilascia a fronte dei fondi a disposizione. È un mezzo di pagamento accettato da tutte le attività economiche oltre che dalla banca stessa, e la tessera del bancomat ne è l’esempio più semplice e diffuso.

“Mamma, compriamo quel nuovo gioco?” “Amore, siamo alla fine del mese, non abbiamo i soldini per comprarlo!” “Mamma, andiamo al bancomat e prendiamo i soldini!” Per loro è tutto semplice, vero? E invece no.

La prima cosa che bisogna spiegare ai piccoli è che i “soldini” non sono disponibili per il semplice fatto di possedere una tesserina plastificata accettata per prelevare del contante ed effettuare degli acquisti. La disponibilità di denaro dipende dalle entrate effettive della famiglia, dalle spese ordinarie e straordinarie, dal risparmio che ne consegue.

Se ci sono soldi in banca, disponibili per essere prelevati, è perché mamma e papà lavorando percepiscono uno stipendio o un compenso per il lavoro svolto. Quello del guadagno è uno dei concetti fondamentali dell’economia da insegnare ai bambini. Se non sapete come approcciarlo, potete trovare alcuni consigli in questo articolo. Potrebbero poi esserci altre forme di entrate come dei redditi derivanti dal patrimonio di famiglia (case, titoli, depositi, ecc.). Insomma, per poter prelevare dal bancomat è necessario che ci siano delle entrate periodiche sul conto.

  

Criptovaluta e blockchain

La criptovaluta, invece, che sta avendo un picco di diffusione e notorietà e il cui valore lievita continuamente, tanto da stimolare la nascita di strumenti finanziari ad esse legate, è una moneta basata su dei programmi informatici, e circola esclusivamente in Rete tra gli aderenti al sistema che genera tale moneta. In sostanza, per le criptovalute, scompaiono l’emittente e l’intermediario che gestisce le risorse finanziarie (come la banca), mentre diventano centrali i programmi di generazione e scambio delle monete.

Il fulcro della criptovaluta è dunque la sicurezza, garantita da una tecnologia che ne regola la generazione e la circolazione. Questa tecnologia si chiama Blockchain ed è un database distribuito, cioè un sistema di raccolta e organizzazione dati che non risiede in un solo computer che utilizza il sistema cosiddetto “dei nodi”, certificando le transazioni e garantendone la sicurezza. E cosa sono questi nodi? Nient’altro che i soggetti che scaricano tale programma ed entrano nella rete – e chiunque può farlo. Sono loro a permettere le transazioni: è necessario, infatti, che il 50% + 1 di loro approvino una transazione perché questa venga eseguita.

La sicurezza è garantita dal fatto che il meccanismo si autoregola, poiché ciascun nodo incassa una piccola parte delle transazioni effettuate e nessuno dovrebbe avere interesse a barare facendo crollare il sistema.

In alternativa le criptovalute possono essere acquistate: esistono, infatti, dei bancomat fisici in cui inserire denaro contante per cambiarlo in criptovalute, oppure siti internet dedicati alla vendita e allo scambio di criptovaluta.

La criptovaluta è una moneta basata su dei programmi informatici, e circola esclusivamente in Rete tra gli aderenti al sistema che genera tale moneta.

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Acquisti e pagamenti senza contanti, l’educazione finanziaria in pratica

Ma come mai è così importante affrontare il tema dei pagamenti elettronici e – per quelli un po’ più grandini – delle critpovalute, con i nostri figli? Si fa presto a dirlo: gestire i propri acquisti, online e offline, senza utilizzare denaro contante, può essere un momento educativo fondamentale. I nostri bambini saranno gli adulti del futuro e presumibilmente si tratterà di un futuro del tutto privo di denaro contante.

È importante quindi che si abituino a considerare il concetto di disponibilità finanziaria gestita in maniera virtuale, senza cioè controllare fisicamente il portafogli che hanno in tasca contando banconote e monetine.

Quante volte sentiamo degli adulti dire “no, io non uso la carta di credito o il bancomat per pagare, io voglio rendermi conto di quanto spendo!” Ecco, i nostri figli non dovranno e non potranno fare questo ragionamento, dovranno utilizzare sistemi più evoluti per evitare sprechi o spese che si possano rivelare al di sopra delle proprie possibilità. Per questo motivo potrebbe essere utile abituarli già da piccoli – be’, non proprio da piccolissimi! – alla gestione di una paghetta elettronica. Come? La spiegazione è nel video sulla paghetta elettronica, che trovate qui.

App e sicurezza dei pagamenti

Oltre al timore di perdere il controllo delle proprie finanze, un altro freno all’adozione delle monete digitali è la sensazione che non siano sicure. In sostanza si teme di essere derubati, che è esattamente la stessa paura che si nutre andando in giro con dei contanti nelle tasche.

Ma sulla sicurezza la tecnologia sta facendo dei passi in avanti, rendendo sempre più sicuri i pagamenti elettronici e facendo sì che sempre meno gente si assuma il rischio di circolare con denaro contante.

Le stesse criptovalute derivano la propria sicurezza dal sistema di cifratura su cui si basano e da un meccanismo che utilizza reti diffuse, i cui nodi sono i computer di singoli utenti disseminati nell’intero pianeta.

Poi ci sono le Fintech, che portano l’innovazione tecnologica nel sistema finanziario: app che consentono di effettuare micropagamenti via smartphone, come l’acquisto di un caffè, senza costi per chi compra e per chi vende, e di fatto eliminano il portamonete dalle tasche o dalle borse.

Insomma, il mondo delle monete digitali è in continua evoluzione e sembra andare sempre più verso la totale dematerializzazione del denaro, evoluzione che è già il futuro dei nostri bambini.

 

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È importante che i bambini si abituino a considerare il concetto di disponibilità finanziaria gestita in maniera virtuale.

Michela Calculli